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“Da due al noi” – Le fasi che caratterizzano la nascita e la vita di una coppia.

di Dott.ssa Valentina Bosco

“E da allora sono perché tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amore sarò, sarai, saremo.”
P. Neruda

Il termine coppia deriva dal latino “copula” ovvero congiunzione, legame, insieme. Tale specifico sistema non è la semplice somma di due individui, né la banale unione di due storie, due vite o due identità, bensì una dimensione relazionale con caratteristiche peculiari e una complessa economia affettiva che trascendono l’individualità. R. Neuburger, definisce la coppia come “la storia d’un incontro che dura, cioè di due persone che non riescono per varie ragioni a separarsi”. Secondo l’autore queste due persone vivono dal momento del loro incontro un particolare legame di appartenenza che li rende membri di una “microistituzione” chiamata “Coppia” (la C maiuscola la distingue dai semplici incontri). Tale microistituzione è un insieme particolare che contiene tutte e due le individualità, entrambi partecipanti alla sua costituzione, nonché al suo mantenimento. Secondo Scabini e Cigoli la coppia è un sottosistema della famiglia, con una funzione cruciale di mediazione nella trasmissione intergenerazionale in quanto i due partner diventano il punto d’incontro di storie e culture familiari diverse. La qualità della relazione di coppia è, secondo gli autori, connessa a competenze interpersonali dei due partner quali “la capacità di gestire situazioni conflittuali, di sentirsi connessi e separati, di esprimere affetto, di provare dolore, di comunicare efficacemente e di mettersi in relazione con il sociale”. Seppure, dunque, i due membri portano nella coppia risorse e deficit presi dalle proprie famiglie d’origine, è anche vero che le proprietà del nuovo legame assumono caratteristiche diverse dal “bagaglio” di ognuno. La qualità della relazione di coppia si connetterà allora alla sua capacità di essere corpo di mediazione tra le generazioni e si evidenzierà nelle transizioni del ciclo di vita della coppia.

La coppia attraversa durante tutta la sua esistenza varie fasi che la caratterizzano e la trasformano di volta in volta. Ecco alcuni dei passaggi più significativi che una coppia si trova ad affrontare:

1)La nascita della coppia: la fase dell’innamoramento, dell’amore, la scelta del matrimonio o della convivenza. In questa fase si comincia a costruire l’identità della coppia, che si differenzia dalla famiglia di origine, creando dei confini il più definiti possibile.

Secondo Alberoni l’innamoramento è “lo stato nascente di un movimento collettivo a due” all’interno del quale una forza trascina gli innamorati l’uno verso l’altro e li fonde per creare un’entità nuova, la coppia. Ciascuno resta però un individuo con credenze, sogni, aspirazioni e una particolare storia personale creando così un continuo scambio/scontro tra una forza che tende alla fusione e quella che invece tende all’individuazione.

2) La nascita del primo bambino, che porta con sé una nuova ridefinizione dei confini all’interno della coppia e nelle relazioni con l’esterno. Inoltre la nascita del figlio non solo obbliga alla riorganizzazione, ma mette di fronte all’idea dell’invecchiamento dando vita alla nuova generazione.

3) La coppia, di fronte ai figli divenuti adolescenti, deve affrontare una riorganizzazione, sia in funzione della loro crescita e delle difficoltà nell’educazione, sia nel confronto tra la propria adolescenza e quella dei figli stessi.

4) La coppia affronta lo svincolo del figlio che cerca altrove la soddisfazione di relazioni interpersonali, in questa fase può rivalutare le proprie figure genitoriali identificandosi con queste. Inoltre le nuove relazioni dei figli trasformano la relazione genitore-bambino in un principio di relazione adulto-adulto.

5) La fase del pensionamento, possibile crisi del nido vuoto, in cui la coppia si deve nuovamente ristrutturare in funzione dell’abbandono della casa da parte dei figli e della formazione di nuovi nuclei familiari. I rapporti interpersonali sono ora con figli adulti, a loro volta genitori, e con i nipoti. La coppia sperimenta la vita della terza età con tutte le sue implicazioni, compreso il vissuto di angoscia relativo alla morte.

Tale evoluzione può avere esiti positivi quando nella coppia i due individui sanno distinguersi l’uno dall’altro e ognuno dalla propria famiglia d’origine conservando in maniera elaborativa qualcosa dell’altro ma anche della propria famiglia. Pertanto seppur la coppia rappresenta un passaggio di vita in cui il singolo decide di vivere “il noi”, è importante in tutte le diverse fasi di vita riuscire ad essere “uno” pur vivendo il noi. Con questo intendo dire che l’altro non deve rappresentare il punto in cui annullare se stessi, le proprie emozioni, aspirazioni e desideri. L’altro nella coppia, attraverso il compromesso, deve rappresentare lo slancio per continuare ad essere ed esprimere sè stessi, e non l’annullamento di sé. Molte coppie incappano proprio in questa problematica, ovvero quello di sentire la “simbiosi” con il proprio partner il punto di aggancio e di arrivo della felicità di coppia. Ma non è così. La simbiosi comporta l’annullamento del sé e di conseguenza il sentire il noi “come vincolo” che blocca ma non consente l’espressione di sé. A tal proposito quindi il potersi “individuare” e “differenziare” resta non solo nei legami familiari, ma anche di coppia un potente processo che agevola e non comprime né se stessi né i fisiologici cambiamenti legati alla crescita e ai momenti di stasi. Per differenziazione si intende un distacco emotivo che non sia un taglio ma la consapevolezza di poter formare una nuova coppia e/o una nuova famiglia senza sentirsi limitati o costretti nei confronti di quella d’origine. Senza troppi sensi di colpa o sentire di essere in debito in quanto ciò non permetterebbe di essere libero, nel pieno senso di differenziato.

Quello del differenziarsi è solo uno dei tre compiti di sviluppo che secondo Cigoli e Scabini la coppia è chiamata ad assolvere. In quanto partner, i membri della coppia devono costruirne l’identità tramite la reciprocità e il superamento dell’autoreferenzialità. In secondo luogo, in quanto figli devono differenziarsi dalle famiglie d’origine per creare un nuovo tipo di legame con esse. E inoltre come compito permanente, dovrebbero impegnarsi nel rilancio della coniugalità ogniqualvolta si trovano a dover affrontare le transizioni della vita.

Dott.ssa Valentina Bosco
Psicologa clinica, Psicoterapeuta sistemico relazionale

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